PROBLEM SOLVING – L’arte di risolvere i problemi

Dopo la Maturità Scientifica mi sono iscritta alla Facoltà di Architettura di Roma e nel 2005 sono partita con il programma Erasmus per studiare un anno in un Politecnico in Germania. Avevo 22 anni, venivo dalla periferia Romana e dall’Università pubblica, ed ero abituata a fare un paio di ore di fila nei corridoi per parlare con la segretaria della Facoltà e farmi spesso trattar male senza un evidente motivo.

Quando sono arrivata a Mainz mi sono accorta che le cose potevano essere fatte in un modo “altro”, senza nè morti nè feriti e con uno sforzo emotivo infinitamente minore da parte di tutti. L’ho capito dopo 14 ore di treno, alle 6 di mattina, quando siamo state accolte da colleghi tedeschi che ci hanno accompagnato allo studentato.

Dietro questa gentilezza, replicata poi da un comitato di accoglienza con tanto di fiori e presentazione in aula magna (mi volevo sotterrare in realtà, lì i progetti si presentano davanti a tutti gli altri studenti, in Italia i professori a mala pena ti guardano in faccia durante l’esame), c’era una persona. Una donna che aveva il compito di facilitarci le cose. E non una persona scelta a caso, ma una persona adatta a quel compito, gentile e dotata di spirito d’iniziativa e spiccate, quanto inconsapevoli, capacità di problem solving.

Frau Helga era la nostra referente. Lei alzava il telefono e risolveva cose. “Frau Helga come posso fare l’abbonamento ai mezzi pubblici?” “Nessun problema, ti aiuto a fare l’abbonamento, per gli studenti è gratuito ma servono 2 giorni… mumble mumble… ti procuro subito una certificazione temporanea per prendere i mezzi in queste 48 ore” Wowow! Problema – ragionamento – soluzione. Problema – ragionamento – soluzione. Una macchina da guerra!

Dove non arrivava lei, aveva poi una rosa di contatti tra cui scegliere. Sapeva sempre da chi farsi aiutare per ottenere il risultato desiderato.

Così tra uno yogurt e una tisana (non l’ho mai vista senza del cibo o una bevanda in mano), soddisfatta nel suo studio dentro il campus Universitario, Frau Helga viveva placidamente e faceva in modo che anche noi fossimo soddisfatti, al punto che io sto qui a scrivere di lei dopo 15 anni. Attenzione: non sto dicendo che fosse una persona buona. Faceva semplicemente in modo proattivo il compito per cui era pagata. 

Da lei ho imparato una cosa per me importante: si fa meno fatica a far funzionare tutto quello che possiamo al meglio delle nostre possibilità che passare giornate a rimediare a cose fatte in modo approssimativo: il mio lavoro di Architetto mi mette continuamente davanti problemi da risolvere. Poche arrivano all’orecchio del cliente, o almeno ce la metto tutta. D’altronde i clienti pagano perché gli si risolvano dei  problemi. E’ un po’ come oliare gli ingranaggi così da consentire ad ogni cosa di funzionare nel modo più fluido possibile. Meno affanno, minor spreco di tempo e maggior soddisfazione a fine giornata.

Pensi anche tu che risolvere i problemi a monte sia meglio che trovarsi a sbrogliare giganti matasse di nodi?



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4 risposte a "PROBLEM SOLVING – L’arte di risolvere i problemi"

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