GUSTO O DISGUSTO – De gustibus non disputandum est

Sono usciti i colore Pantone 2021… mi piacciono? No. Li userò negli appartamenti che realizzerò nel 2021? No. Cambierò idea? Non credo, ma mai dire mai!

Insomma, diciamo che se mi regalassero un paio di calzini di quel colore li “rimetterei in circolo”, proprio perchè so che sicuramente rispecchieranno il gusto di un’altra persona.

Uso davvero regalare regali che non mi piacciono e oggetti che non utilizzo e che possono dispensare ancora utilità. Lo faccio attraverso questo fantastico gruppo Facebook, che fa un prezioso lavoro di ricollocazione di oggetti e supporto a chi magari tutta questa disponibilità economica non ce l’ha. Nei prossimi giorni sul mio profilo Instagram vi racconto anche una cosa carina che è nata proprio per merito del gruppo la scorsa settimana!

Insomma l’ho presa un po’ alla larga per dire che per me è una buona cosa scegliere oggetti che ci facciano stare bene. Quando guardo la mia insalatiera e penso che è proprio un bell’oggetto io sono un pochino più felice. E questo non vuol dire che deve essere costosa, anzi! Nei mercatini dell’usato o nelle soffitte dei nonni si trovano autentici capolavori.

Ognuno ha i suoi gusti, per me è sempre molto curioso osservare il concetto di bellezza filtrato dagli occhi di un’altra persona, e per lavoro mi capita ovviamente di continuo.

Ma se non esiste una “bellezza” oggettiva esiste una “bruttezza” oggettiva? Non lo so.

Riflettendo su questo mi vengono in mente due affermazioni:

  • Il gusto si educa: Mi son spesso chiesta, è giusto educare il gusto? Educando il gusto (in cucina, nell’arte…) adottiamo una visione artificiale della cosa in sé?
  • I gusti cambiano:  Avete mai odorato un bicchiere di vino da bambini? Io sì e non mi è piaciuto per nulla.

Quindi posso dire che è obiettivamente disgustoso? No, visto che quando finisco di lavorare non vedo l’ora di versarmene un bicchiere.

I miei gusti sono cambiati e cambieranno ancora. Per esempio trovavo splendidi i colori degli evidenziatori, e quando mio padre mi disse che erano brutti non è che non ero d’accordo, non capivo proprio cosa dicesse! Ora li detesto. Mi chiedo: il mio gusto è stato educato o è mutato naturalmente? O entrambi? Mah!

Insomma, sono sicura che non esista “il bello oggettivo”, son d‘accordo che i gusti non si discutono, ma sono anche profondamente convinta dell’esistenza del cattivo gusto. 

Se la bellezza è quella cosa che quando la guardi ti fa essere un pochino più felice di contro il cattivo gusto è quella cosa non meglio definita che però quando ci passi vicino provi semplicemente disgusto.

E secondo te, esiste il cattivo gusto?

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