AIUTATI CHE DIO T’AIUTA – Imparare a delegare

Qualche mese fa ho visitato la mostra di “Canova. Eterna bellezza” in uno splendido palazzo dietro piazza Navona, a Roma. Molto bella, tutto perfetto, anche troppo per me. Comunque, tra le tante curiosità di questo artista che conoscevo solo per averlo studiato a scuola, una mi ha colpito particolarmente.

In una delle didascalie, infatti, ho letto le testuali parole: “Alle dipendenze di Canova operarono numerosi scultori, tra i loro compiti la sbozzatura del marmo, che doveva essere portato alle dimensioni del modello in gesso preparatorio e al livello di finitezza richiesto dal maestro che poi interveniva in prima persona per dare l’ultima mano”

Eeee niente, io sono caduta dalle nuvole! Io immaginavo Canova come un genio chiuso in una bella bottega a sbozzare pietra dalla mattina alla sera…mezzo cieco e mal messo. Non come un signore alla moda e neanche troppo povero, insomma, aveva uno studio fighissimo ed aveva un esercito di dipendenti. Senza entrare nello specifico del suo metodo, lui era un organizzatore nato e il progettista di ogni sua opera, ma si faceva aiutare in modo massiccio nel lavoro dai suoi scultori sottoposti, che preparavano il lavoro su cui lui poi interveniva fisicamente solo in ultima istanza.

E’ stata una presa di coscienza importante. Se si vuole andare lontano non si può pensare di aver sempre tutto da soli.

Due considerazioni:

  • La prima è l’importanza della progettazione, senza quella tutti quei capolavori non esisterebbero.
  • La seconda è la capacità di mettersi nelle condizioni di essere aiutati nella fase più basica per potersi concentrare su quella più complessa, tecnica o artistica che sia. In questo modo il tempo a disposizione è utilizzato in maniera più proficua e si può essere molto più prolifici.

Succede che i clienti mi contattino quando la ditta è già in cantiere. Si era deciso di affrontare la ristrutturazione senza un architetto, affidandosi solo ad una ditta. Quindi:

  • La fase progettuale è stata saltata o affrontata alla “miocuggino”
  • Si è pensato di poter affrontare tutto da soli senza averne le competenze

Si può fare una ristrutturazione senza un architetto? Teoricamente, in alcuni casi, si.

Ma come si può affrontare una operazione così complessa come una ristrutturazione senza il supporto di qualcuno che si occupi dall’inizio e a tempo pieno di questo? Anche per noi sapete non è facile, ogni nuovo cantiere ci insegna qualcosa. Non sappiamo sempre il 100% di tutto, ma sappiamo come saperlo.

Chiamare un professionista prima, evita il fatto che sia pagato per rimediare agli errori altrui.

Conoscete la frase “Se pensi che un professionista ti costi troppo non hai idea di quanto ti costerà un incompetente”?

Anche io ho la tendenza a voler fare tutto da me, e mano mano sto cercando di abbandonarla, non è facile fidarsi degli altri all’inizio, ma si può fare: mi documento sui professionisti che più mi colpiscono per la loro cura nel lavoro e poi mi affido all’intuito e sapete una cosa!? Mese dopo mese sono sempre più convinta che sia estremamente utile ed in questo modo riesco sempre più a concentrarmi su quello che è veramente importante e non delegabile.

E tu, quanto permetti agli altri di farti aiutare?

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