AMICI MIEI – Tra pratiche burocratiche e portali bloccati come fosse antani

Cari amici miei, quando vado a comprare due etti di prosciutto crudo entro nel negozio, saluto, il pizzicagnolo mi chiede se lo voglio dolce o salato, scelgo, lui lo prepara e me lo porge, pago, ringrazio ed esco. 

Se il pizzicagnolo aprisse dalle 10 alle 12, solo mercoledì e il venerdì delle settimane dispari, mi facesse fare ore di fila con il patema d’animo della chiusura imminente, mi desse il buongiorno con un bel “Tarapìa tapiòco! Prematurata la supercazzola, o scherziamo?”, mi trattasse in modo maleducato, mi servisse un’unica tipologia prosciutto, che non si sa neanche se sia dolce o salata, mi chiedesse di pagare dopo avermi fatto fare una piroetta e un salto mortale… beh… credo proprio che lo manderei a quel paese (sempre con stile però, eh!) e me ne troverei un altro.

Invece, di modi per sbrigare quella pratica edilizia a cui sto lavorando, a Roma, ce n’è solo uno, e sì, ogni tanto mi tocca passare per le Forche Caudine della burocrazia.

Il mio lavoro di Architetto, in Italia, ha due facce, entrambe impegnative e complesse, una creativa e splendidamente splendida, l’altra tragicamente tragica.

Non mi stanco mai di credere che esistano modi per sbrigare la parte burocratica della mia attività in maniera più snella, semplice, intuitiva… questi portali disastrosi poi non appartengono mica a me o al mio vicino di casa, stiamo parlando di Stato, di Provincia, di Regione, di Municipio… mica pizza e fichi (che peraltro starebbero divinamente con il prosciutto acquistato poc’anzi).

Forse non c’è un interesse tangibile sul far funzionare le cose in maniera fluida e comunque chi gestisce il tutto (non parlo dei vertici ma di chi sta sui pioli intermedi della scala), forse non è competente in materia e quindi non è in grado di impartire direttive a chi deve lavorare concretamente per risolvere il problema. Potrebbe essere una corretta anche se parziale e inesaustiva spiegazione?

Se questa disorganizzazione cronica impattasse negativamente sui guadagni del settore privato dubito che le cose andrebbero in questo modo. Invece parliamo di istituzioni pubbliche e questa inefficienza comporta solo una rovinosa perdita di tempo, di energie e risorse a chi, comunque, con un impegno dieci volte maggiore a quello necessario, quella cosa dovrà portarla a termine. Non solo a me e ai miei colleghi ma, a cascata, anche ai nostri clienti.

Io voto per il pizzicarolo gentile, quello che sa che se t’accoglie col sorriso e ti tratta bene tu ci torni a fare la spesa al suo negozio.

Non sarà forse onesto il sorriso che mi fa, ma io vado a comprare il prosciutto, mica il sorriso, quello è solo il suo vantaggio competitivo.

E a te è mai capitato di rimanere incagliato nei meandri della burocrazia?



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